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Verso la voce dei fiori

Verso la voce dei fiori

Sono tornata in Italia dopo un’assenza di sei anni.  Quest’anno la primavera è arrivata presto in Italia perché aveva pochi giorni freddi in inverno.  Quando sono arrivata in metà marzo tutti i fiori erano piena fioritura.  A causa di COVID e le guerre tante cose sono state cambiate ma i sorrisi degli amici erano come prima.  Il soggiorno è volato in un attimo.  Ho passato con gli amici e ho goduto delle cose particolarmente italiane che sono rimaste qua e là.  Sono tornata con la forza inspiegabile che veniva dal fondo del corpo e un buon umore.

Pensavo che è venuta finalmente la stagione dei fiori anche al Giappone ma oggi stanno già cadendo i fiori di ciliegio come una tormenta.  La vita dei fiori è bella ma corta.
Vicino a casa mia c’è un piccolo bosco che è stato lasciato per tanti anni.  C’erano tanti alberi selvatici che avevano delle radici larghe e profonde e all’intorno le vari piante avevano fronde lussureggiante.  Nel bosco cantavano gli uccellini tutto l’anno e tanti animali erano vivi indipendentemente dagli uomini.  Gli abitanti vicini lo guardavano con un affetto e con una generosità.
C’è un piccolo fiume all’angolo del bosco e accanto c’è un ciliegio.  Ogni primavera ci faceva vedere una fioritura magnifica.  Con la distanza di cinque metri c’è un altro ciliegio e tale quale era bellissimo.  Questi due ciliegi erano come due sorelle.

Un giorno di qualche anni fa sì è messo un cartellone davanti al bosco.  C’era scritto dello sfruttamento del bosco e uno schizzo di 49 case che saranno costruite in vendita.  C’è stato un movimento dei vicini ma l’anno scorso è cominciato il sfruttamento.  Vedevamo ogni giorno grandi ceppi che avevano anello con la tristezza.  La terra scavata che appariva fuori per la prima volta  della sua vita copriva dappertutto e le radici degli alberi sotto terra sono state tolte con molto tempo.  Alla sera dopo che sono tornati  i rotabili sembrava di sentire un grido e singhiozzo dei viventi.  Il ciliegio accanto al fiume si sono tagliati alcuni rami ma il tronco e qualche rami sono stati rimasti.

Qualche giorni fa i ciliegi cominciavano fiorire e alcuni soleggiati erano quasi piena fioritura.  Ho passato il cantiere edile poi mi sono avvicinata al ciliegio che sta all’angolo come si vedessi una cosa paurosa.  Sono stati fioriti pochi solitari uno dell’altro.   Sono fioriti con tutta la sua forza dai rami rimasti ma non era così brillante come una volta.
Per caso mi sono voltata al ciliegio di sorellina.  Era in piena fioritura ma neanche quello non brillava come prima.  Mi ha trasmesso la sua tristezza.

Oggi poi, stavo camminando la strada un po di distante dal fiume.  Ad un tratto ho guardato dove c’era il bosco e ho visto che qualcosa che brillava all’angolo.  “Vengo subito!”   Sono andata come se fossi chiamata.  Il ciliegio che alcuni giorni fa aveva i pochi fiori, addirittura oggi brillava.  C’erano più fioriti ed era bellissimo quasi come prima.  E ho notato che anche la sorella oggi brillava con tutta la sua figura come rispondesse alla povera sorellina.  La grande gioia si estende dentro di me. ” Grazie infinite, anche quest’anno sei in fioritura.  Sei bellissimo! ”  Così ho parlato al ciliegio.  Mi ha risposto ondeggiando col vento.

Come oggi in cui la situazione mondiale sta cambiando giorno per giorno, questi due ciliegi mi riempivano una cosa calda al mio cuore.  Nella loro figura che stanno al fronte alla natura così coraggiosa vedo una forza e una dignità della natura e allo stesso tempo vedo la stupidità degli uomini.