La fioritura dei ciliegi è finita. Poi è venuta la vera primavera.
Come dei soliti anni la primavera ci porta un senso di apertura. Dopo avere passato l’inverno e con l’aria calda che c’è intorno tutte le cellule del corpo si rilassano. Ad ogni uno di quelle penetra un’aria dolce che collega alla speranza.
Sento questa dolcezza e ascolto il canto degli uccellini e volgo lo sguardo della rigogliosa fioritura degli alberi. Questo è una testimonianza della pace in cui vivo con la felicità.
Che cosa è ” la felicità ” ? È una domanda eterna non solo per me ma anche per tutti in tutto il mondo. In questo momento nelle guerre alimentate dall’avidità infuriano ovunque, quanta gente sta opposto della felicità. Non cade alla situazione critica vuol dire che sia ” la felicità” in senso lato. Poi vive una vita ordinaria vuol dire che sia “la felicità ” in piccolo.
Ma sappiamo istintivamente che la felicità non continua per sempre. Dalla mia infanzia prevedevo una disgrazia che doveva venire dopo alcuni giorni di pace. Infatti veniva sempre come il previsto. L’abitudine di prepararmi alla sfortuna è diventata sempre più sicura.
Anche adesso rimane questa abitudine abbastanza dentro di me. Forse sono un po distorta ma non posso avere la felicità che c’è d’avanti a me con le braccia aperte. Invece non mi preparo più alla disgrazia e non sento terrore di nascosto come prima. Se viene faccio venire. Dentro di me è nata un coraggio di rivoltarmi verso una disgrazia. Probabilmente è un frutto della vita degli anni passati.
Anche questo sarà una forma della felicità. Con questo pensiero saluto alla primavera sperando che i giorni in pace come oggi continuassero più a lungo.