Negli cinquant’anni passati c’era una strada della lotta per essere una pianista. Nel percorso che era quasi un labirinto c’era sempre una lotta. Con che cosa lottavo? Indubbiamente con me stessa lottavo. Essa era contro la mia capacità, contro il mio spirito, e anche contro la mia forza ecc. La lotta continuava infinitamente. Col tempo è cambiato la sua figura ma era sempre una lotta per me. Tuttavia esistevano due cose che mi facevano andare avanti.
Una è stata la bellezza definitiva che mi portava un’arte. Ma la sua figura non appariva facilmente. Ci volevano una lotta, una pazienza, uno sforzo e una fortuna. Quando è venuto un momento proprio come i frutti diventano maturi la bellezza appariva d’improvviso nel labirinto sotto un buio dove vagavo. Li volteggiavano il suono e la musica con la luce delicata allontanandosi dalla realtà. E traspariva anche la figura dei grandi compositori di secoli fa. Ed era un momento proprio in cui veniva ricompensata la lotta di prima. La sofferenza ed i dolori sparivano in un attimo. Era un momento come Santa Cecilia che la dea della musica mi offriva una corona della vittoria. Mi ubriacavo per la bellezza e ringraziavo per la strada dell’arte. Poi subito dopo ricomincia una lotta di nuovo. Avendo la forza dalla bellezza che vedevo in un attimo andavo avanti ancora nel labirinto.
La seconda è stata “una possibilità”.
Non si vede il limite della capacità neanche quella della forza fisica. Soffrivo quasi sempre tra una diffidenza delle quali e una speranza per questo limite. Nonostante del conflitto non ho smesso di andare avanti nel labirinto appunto perché avevo una parte dentro di me in cui credevo la possibilità positiva incoscientemente. Essa era come una obbedienza cieca che non aveva mai fondamento ma questa fiducia mi faceva andare avanti, mi dava un ardimento e anche mi faceva essere ottimista. Senza quella non potevo continuare cinquant’anni. Forse ho sostituito la sfiducia con la possibilità senza andare fino al confine del limite.
Cinquant’anni sono come una svolta importante. Passando questo punto forse non vale più la sostituzione. Dico così perché mi sento un limite di sicuro che mi porta la vecchiaia. Probabilmente da qui sarà una lotta primitiva dove è inutile cercare nessuno inganno.
Ecco perché 50º anno è una cosa particolare.